officina della comunicazione

Fuori dal Salone, fuori dagli schemi

CHARLIE'S SUGGESTION

Prendi una sorprendente giornata di sole di fine marzo a Milano. Le ore calde e dorate del tardo pomeriggio, il fluire dell’acqua trasparente, i fiori appena sbocciati.

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blink to action

Parla come blinki

Nell’opera di revisione di noi stessi, abbiamo fatto ciò che operiamo sugli altri. Ci siamo infatti imbattuti nella necessità di lavorare al nostro linguaggio. E, pur parlando un buon italiano (almeno così dicono), ci siamo resi conto che l’italiano comune non ci sembrava così consono a rappresentarci.

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L’abilità ascoltata

Il tema della disoccupazione giovanile, insieme a quello collegato dell’impiegabilità dei giovani, si è guadagnato un posto di rilievo nell’agenda di chi guida il nostro Paese e la visione dell’Europa 2020. In conseguenza anche noi abbiamo deciso di mettere l’argomento nella Top Ten della nostra attenzione. Quindi, con l’obiettivo di mettere a fuoco il problema, anziché cominciare a disquisire di soluzioni, abbiamo condotto una ricerca sul campo per indagare il punto di vista dei giovani sul problema stesso e il ventaglio delle attuali proposte. Così abbiamo raccolto i loro feedback mediante interviste dirette e la diffusione di un questionario a un campione di 80 studenti universitari, ossia coloro che hanno la prospettiva di affrontare il mercato del lavoro in un futuro non troppo remoto e che hanno la possibilità di accedere alle soluzioni attuali nelle varie forme di career service universitari. Tra i molteplici spunti di valutazione emersi spicca su tutti un’illuminante ambivalenza nelle considerazioni dei ragazzi.

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La nuova informazione sportiva partecipata

Sul tavolo della nostra officina della comunicazione nelle ultime settimane abbiamo rimesso in gioco uno dei progetti cui siamo particolarmente legati: Passion&Power, uno spazio di incontro virtuale creato per raccontare la visione delle emozioni sportive, il lato umano dello sport outdoor. Il motivo che ci ha spinti a ‘metterlo in discussione’ è il fatto che crediamo nel potenziale di questo progetto e, dopo quattro anni dalla sua nascita, ci siamo resi conto che è arrivato il momento di esplorare nuove vie.[Continua a leggere …]

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La potenza è nulla senza la passione

La creazione di Passion and Power è stata sicuramente un’importante sfida comunicativa. Il cambiamento sostanziale è stato mettere al centro la persona, potendo far parlare gli atleti delle loro passioni, del loro mondo e del loro sport. Il brand quindi, anche se sembra fare un passo indietro, acquisisce un valore diverso, diventando un punto di aggregazione di diversi heroes che attraverso una piattaforma comune possono raccontarsi, interagire con altre discipline e altri colleghi e fornire dei contenuti differenti rispetto al semplice risultato, come avviene, al contrario, nella maggior parte dei siti sportivi.

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Ines non è una donna

Non vorremmo creare confusione, ma Ines non è una donna, tutt’altro, dato che si tratta di un progetto imprenditoriale generato da 4 auto-imprenditori, energy solver, che pur venendo da esperienze professionali differenti, hanno creduto in un’idea di business divergente “lasciare la Terra più pulita di come l’abbiamo trovata”.

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La parola ai giovani: la formazione universitaria abilita ad essere professionisti?

Dopo aver chiesto ai giovani universitari, in una video intervista, se si sentono pronti ad affrontare il mondo del lavoro, la nostra indagine prosegue.

Questa volta però abbiamo domandato loro se la formazione universitaria fornisca tutti gli strumenti adeguati a renderli abili professionisti. Ma soprattutto, dopo la nostra riflessione nella stanza dei cinici, abbiamo chiesto cosa le università potrebbero fare di diverso per abilitare concretamente l’abilità dei giovani lavoratori. 

Ecco le loro risposte

Project: Abilitazione – gennaio 2017


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Scegliere di agire o agire per scegliere?

“Eleggere ciò che par meglio”, prendendo a prestito le parole dell’autorevole Treccani, implica lo scegliere in che direzione agire.

È quindi la scelta che ci porta all’azione o al contrario è ciò che facciamo che ci conduce a una decisione?Ma ancor più, come scegliere ciò che “par meglio” senza giungere, parafrasando Clive Staples Lewis ne “Le lettere di Berlicche”, a trascorrere gran parte della propria vita facendo né ciò che si è né ciò che ci piaceva? E se volessimo farci una peggiore fantasia, immaginiamo di trasferire questo stesso dilemma alla responsabilità del sostentamento e quindi, in ultima analisi, del lavoro.

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La parola ai giovani: siete pronti al sistema professionale?

Ne la stanza dei cinici ci siamo interrogati sul contesto che facilita l’inadeguatezza dei giovani al sistema professionale, nonostante l’inizio del 2017 sia stato costellato da numerosi richiami istituzionali sul tema della disoccupazione giovanile. [Continua a leggere …]

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L’intermediazione è un’idea così inattuale?

Da più parti ci sentiamo ripetere che viviamo l’era della disintermediazione, una conquista consentita dalla diffusione di internet che si riflette nelle tendenze di business. Ecco che allora all’intermediazione tocca il ruolo di potentato da abbattere per l’ultima moda iconoclasta che si propaga dal mondo dell’acquisto di beni e servizi a quello della cultura fino a toccare il livello della politica. Sembrerebbe dunque che fondare la propria idea di business sul modello di intermediazione sia quanto di più inattuale possa essere immaginato da mente umana.

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