officina della comunicazione

Si è innovativi fuori, quando si è innovativi dentro!

Nelson Mandela pronunciandosi in merito all’essere unico dice che “è quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che abbiamo, che ci distingue da un’altra persona.” Un tema quello dell’unicità a noi così caro che ci ha portato recentemente a esprimerci in merito al pensiero unico dell’unicità, con l’obiettivo di riflettere sulle frequenti mode comunicative in ambito di brand che dell’unicità stanno facendo un’etichetta da esibire più che un unicum da esprimere.

Ma dato che per noi b_linkisti l’essere unico, prendendo ispirazione proprio dalle parole di Mandela, implica l’attitudine a saper innovare attraverso l’espressione del proprio valore umano, dal 2013 ci siamo impegnati a costruire tale visione dell’unico insieme a Silhouette Eyewear, l’azienda austriaca leader di mercato nella produzione di rimless, occhiali connotati da innovativa leggerezza.

Già perché, 5 anni fa, partendo proprio dall’indiscutibile vocazione del brand al valorizzare l’unicità dello stile della singola persona, grazie ai suoi prodotti essenziali e personali, abbiamo intrapreso un viaggio, affiancando quest’innovativa azienda nella creazione del suo paradigma di comunicazione incentrato proprio sul valore della leggerezza e sulla conseguente capacità del valore umano di esprimere ciò che si è in ciò che si fa.

Nel tempo abbiamo selezionato insieme a Silhouette quasi 50 ambasciatori dello stile della leggerezza, quelli che poi abbiamo chiamato ‘Litestylers’, interpreti autorevoli in diversi campi espressivi che, in maniera differente e personale, potevano far riflettere sul valore della leggerezza e sulla conseguente rappresentazione che ognuno di noi ne dà nel proprio quotidiano.

Così siamo passati dalla visione del più popolare, ai tempi forse meno popolare, chef Bruno Barbieri, secondo il quale il minimalismo essenziale è il vero gusto della leggerezza; passando per la blogger dalla filosofia #acaso, Lucia Del Pasqua, per la quale lo stile della leggerezza è l’ironia che mette in quello che fa. Ma poi, risalendo negli anni, abbiamo scoperto la storia dell’illustratore Giuseppe Fontana, che dalla vita ha imparato a non lasciarsi sopraffare da ciò che gli succede ma piuttosto a seguire i propri bisogni profondi; oppure abbiamo ascoltato le parole di Francesca Alberoni, che con perseveranza ha scelto di diventare, negli anni in cui questo mestiere neanche esisteva, una food stylist o come direbbe lei con il sorriso la “cuoca della pubblicità”. Il tempo è passato e di storie ne abbiamo raccontate ancora, come quella del curatore e critico d’arte Ivan Quaroni, il quale ci spiega che per lui la leggerezza, nella vita e nell’arte, è la capacità di ridurre i problemi a una soluzione. Poi è arrivata la visione di rinascita di Stefania Lucchetta, designer di gioielli, per la quale bisogna sapersi guardare dentro con una profondità appuntita per conquistare la tranquillità. E che dire della “leggerezza che non gratta il cervello, ma gli fa il solletico” dell’artista Fabio Dartizio? Insomma di visioni ne abbiamo incontrate, alcune più estemporanee ma comunque costruttive, altre più continuative e quindi partecipi nell’opera di divulgazione di un’azienda, Silhouette per l’appunto, che dell’unicità come valore differenziale ha fatto una missione.

E per raccontare tutte queste visioni divergenti e la loro differente umanità, abbiamo creato un blog, Staylite, nel quale queste storie continuano ad essere veicolate e che ad oggi conta quasi 50.000 visitatori unici, con una media di share ad articolo di circa 300 condivisioni. L’innovazione tecnologica, quindi, come asset della strategia di comunicazione perché funzionale al raggiungimento degli obiettivi individuati, ovvero promuovere riflessioni e scambi di crescita.

Per fare un gioco di parole, come direbbe la fondatrice della nostra officina della comunicazione, Cristiana Giacchetti:

«Ci piace pensare di aver collaborato con Silhouette Eyewear nell’aver generato virtuosismi umani più che virtualismi sociali, affinché l’innovazione possa offrire ambienti di valorizzazione dell’umanità senza che la stessa venga deprivata del proprio valore umano.»

Ma come dicevamo all’inizio, da quando abbiamo intrapreso questo viaggio sono passati cinque anni e, non senza commozione, qualche giorno fa, precisamente il 6 luglio, li abbiamo festeggiati con l’evento ‘Vision Sensation’, realizzato nella suggestiva cornice del ristorante Al Fresco, a Milano. E ancora una volta è dai Litestylers di Silhouette, simboli di innovazione espressiva, che siamo partiti, collaborando con loro affinché ognuno, in tale occasione, portasse in scena la propria diversa visione della realtà, per l’appunto, la propria sensazione della visione.

Il risultato sono state 5 interpretazioni uniche e altrettante performance che dall’arte alla cucina, dalla musica alla scienza e alla danza hanno condotto ‘in punta di piedi’ gli invitati verso dimensioni differenti e quindi indipendenti dai luoghi comuni, dalle regole date e dalle obsolete stereotipizzazioni.

Ad aprire l’evento sono stati i musical performers Giuseppe Verzicco e Federica Capra, che si sono esibiti in un delicato ma altrettanto vibrante passo a due tratto da ‘Un americano a Parigi’, metafora di una quotidianità che si infrange per lasciare spazio ad un sogno che si trasforma in una nuova realtà.

Giuseppe Verzicco e Federica Capra / Photo by Francesco Pizzo

Riprendendo, invece, la tematica del gioco dell’inganno, intesa come capacità di apparire per qualcosa che conduce poi ad un’altra riflessione, l’artista Vanni Cuoghi ha personalizzato delle carte da gioco francesi seguendo proprio il racconto delle sensazioni di scelta dei suoi interlocutori. Attraverso ‘Carta(in)canta’, questo il titolo del suo laboratorio, l’arte diviene un mezzo di relazione con il contesto più che un’opera concettuale da esso distante.

Vanni Cuoghi / Photo by Francesco Pizzo

Lo scienziato Luca Perri con il suo intervento sulle ‘bufale spaziali’, ha poi accompagnato i presenti in una riflessione tra ovvietà e sapienza attraverso «un viaggio tra tutto ciò che – dello spazio – sappiamo ma che potremmo non sapere e fra tutto ciò che non conosciamo ma che potremmo conoscere».

Luca Perri / Photo by Francesco Pizzo

Ha proseguito lo chef  Leonildo Contis che ha realizzato ‘Meravigliosamente Dolce’: piccole opere dolciarie che, in un gioco di sensazioni a contrasto, come nella filosofia dello chef, capovolgono i sensi restituendo agli ospiti meraviglie inconsuete che “si mangiano prima con gli occhi che con il palato”.

Leonildo Contis / Photo by Francesco Pizzo

In fine, tra sensazioni in musica di amori leggeri, l’esibizione live della mezzosoprano Francesca Pierpaoli che, accompagnata al pianoforte dal maestro Francesco Massimi, ha espresso nelle sue ‘Chansons d’amour’ la follia, intesa come capacità di dare forma al proprio talento, attraverso l’equilibrio di potenza e di passione.

Francesca Pierpaoli  / Photo by Francesco Pizzo

E a suggellare quanto avvenuto c’è stato anche il racconto di una penna vivace, come quella della nostra ambasciatrice, Elise Lefort, life blogger per passione prima ancora che per professione, la quale, con il suo stile poetico, ha ripercorso ogni momento nel suo blog.

Insomma è così che in una calda serata milanese di inizio luglio, abbiamo raccontato di quell’unicum che si manifesta attraverso la capacità di esprimere la propria visione innovativa, perché come dice la prima litestyler Benedetta Barzini, icona della moda anti-icona, come si definirebbe lei, “la cosa più bella che si può fare è regalare agli altri se stessi”.