b_linkisti

Rocco Marotta
Rocco Marotta
L’IMPRESOLOGO

Come gli illusionisti insegnano “per non vedere devi semplicemente continuare a guardare”. E proprio questa è la frase che ispira la mia professione. Una professione che a raccontarla potrebbe sembrare essersi ispirata al film di Indiana Jones “I Predatori dell’Arca perduta”. Non che io voglia paragonarmi a Harrison Ford né tanto meno che abbia l’ambizione di girovagare per il mondo tra antiche civiltà. Ma piuttosto ciò che mi attrae è proprio l’intento del protagonista e che, per certi versi, mi rende simile a lui, ovvero scoprire tesori perduti. Solo che per me le civiltà da esplorare sono le Imprese e non antiche tribù. Infatti, per abilità e competenza, potrei definirmi una sorta di archeologo, che, come l’esperto cercatore, affianca, guida e aiuta gli imprenditori nella ricerca di tutti quei reperti apparentemente perduti, elementi di valore che, una volta riportati alla luce, permettono di spostare la scala del valore aziendale. Ogni esperienza professionale, a partire da quella formativa, prima una laurea in Ingegneria Aeronautica al Politecnico di Milano e successivamente l’MBA – Master Business Administration - alla Bocconi, mi hanno permesso di ottenere gli strumenti che oggi costituiscono la mia cassetta degli attrezzi. In ogni mio viaggio imprenditoriale, dalle Multinazionali, come IVECO Spa, passando per le medie/grandi imprese, quali IMQ Spa, fino alle PMI familiari, ad esempio Bellotti Spa, ho costruito la mia personale mappa del tesoro, o meglio quella mappa che mi consente di affiancare le imprese nella ricerca del proprio valore nascosto, grazie all’ausilio di tre importanti strumenti. Il primo è la pala, necessaria per scavare e togliere la terra che ricopre il sito di ricerca; questo strumento, che deve essere impiegato con criterio, rappresenta la mia capacità di pianificare, organizzare e gestire una squadra o un progetto nei suoi differenti aspetti. Poi c’è il pennello per spolverare, un’azione che consente di valutare se abbiamo trovato elementi preziosi, per questo metafora dell’attitudine ad analizzare in profondità senza fermarsi all’evidenza. In ultimo, ma non meno importante, c’è la lente di ingrandimento che permette di osservare particolari che ad occhio nudo non sarebbero visibili. Per me descrive l’inclinazione a saper cogliere il dettaglio dove altri vedono l’ovvio. Grazie a questi tre strumenti affianco e guido l’azienda nella ricerca ed emersione del proprio valore, un valore non fatto di semplici numeri, ma integrato di tutti quegli aspetti e caratteristiche intangibili, e per questo non semplici da vedere, che tuttavia contribuiscono a costruire la differenza di valore dell’impresa. In Blink, antica civiltà della comunicazione d’impresa, mi occupo proprio di elevare il valore aziendale attraverso un processo di intervento rivolto a dare valore all’impresa che non vede il proprio valore. E qui termina il mio viaggio, o meglio inizia un nuovo viaggio. Un percorso che mi ha permesso di ottenere tutti i miei strumenti oltre al mio personale tesoro, il cappello non quello di Indiana Jones, ma dell’Impresologo. E’ così che mi definisco in una parola, perché il valore dell’impresa è la mia antica civiltà da portare alla luce.